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Le Officine della Cultura Materiali Sonori
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Dal 2005 un festival dedicato alle musiche migranti, ai meticciati culturali, alle tradizioni in movimento. Incontri per l'accoglienza, la conoscenza, il rispetto reciproco. Un appuntamento con la cultura della pace. Un progetto che vuole produrre musica e cultura e non solo presentarle. Un festival itinerante. Di profilo internazionale ma ben radicato in uno dei frammenti più affascinanti della Toscana, fra il Chianti e il Pratomagno. Promosso dai comuni di Montevarchi, San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini, Cavriglia, Bucine, Castelfranco di Sopra, Pergine Valdarno, Laterina, Pian di Scò, Loro Ciuffenna, Monte San Savino, Marciano della Chiana, Arezzo e dalla Regione Toscana e Provincia di Arezzo. Diretto e organizzato dalla Materiali Sonori e da Officine della Cultura.


news

PRIMI SEGNALI
PER
ORIENTOCCIDENTE 2013



In queste settimane lo staff di Materiali Sonori e Officine della Cultura sta cominciando a lavorare per Orientoccidente 2013, la nona edizione del festival delle "musiche e delle culture migranti" che coinvolge i comuni del Valdarno con sconfinamenti in Val di Chiana e ad Arezzo. Un appuntamento che ha da anni un profilo nazionale e internzionale e che nel 2012, attarverso la rete Orientoccidente Network, è stato presente, fra luglio e agosto, con 36 eventi. Orientoccidente è stato protagonista in febbraio anche della Borsa Internazionale del Turismo di Milano con l'iniziativa "Feel The Beat" e con alcune proposte musicali che hanno animato le notti milanesi con Riccardo Tesi, Anna Granata, Enrico Fink e Arlo Bigazzi.
Mentre si sta cominciando a preparare il programma estivo, nel mese di marzo Orientoccidente si farà animatore di alcune iniziative presentate come un anteprima del festival.

Venerdì 29 marzo (ore 21.30) all'Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini si terrà la seconda edizione di "Guitar Hotel - Grand Hotel Des Guitars", una serata dedicata interamente allo strumento più popolare, la chitarra. L'ospite più atteso sarà Finaz, il chitarrista di Bandabardo che ha realizzato recentemente un album solista, e durante la serata si esibiranno eccellenti chitarristi come Antonio Superpippo Gabellini, Mino Cavallo, Saverio Sisti dei Basta, l'argentino Daniel Chazarreta, Massimo Maurilli e Matteo Burico. Il concerto è curato da Società per le Idee, Materiali Sonori e l'Associazione Valdarno Cultura.
Il concerto chitarristico di Terranuova verrà anticipiato sabato 23 marzo (ore 21.30) da una straordinaria serata di poesia che profuma anch'essa di Orientoccidente. Presso la Stazione_Ceramica (la ex industria ceramica di via Mannozzi) di San Giovanni Valdarno, Pierpaolo Capovilla, il cantante di Teatro degli Orrori la band indipendente più acclamata della scena rock italiana, presenta il reading "La religione del mio tempo" dedicato alla poesia di Pier Paolo Pasolini.
Questo esclusivo appuntamento è organizzato da Comune di San Giovanni Valdarno, Biblioteca Comunale, Unicoop Firenze in collaborazione con la sezione Soci Unicoop San Giovanni Valdarno, Associazione culturale Pandora, Progetto Nati per Leggere.
In collaborazione con Materiali Sonori> Orientoccidente.

"Una notte dedicata alle chitarre più innovative e un'altra dedicata alla lucidità ancora oggi attuale di Pasolini sono una sorta di introduzione al prossimo Orientoccidente" ha affermato Giampiero Bigazzi, direttore artistico del festival. "Le intuizioni di Pasolini potrebbero essere una importante presenza nelle serate estive. Vogliamo dedicare questa edizione ancora una volta al mondo di oggi e alla sua terribile crisi, a questi tempi di incertezza morale e ostentato narcisismo. Ma anche alla prospettiva ecologica e sostenibile del supermento del buio in cui è avvolto il nostro presente".
"Quest'anno" ha concluso Bigazzi "a causa della progressiva mancanza di risorse sarà ancora più difficile mantenere gli standard del passato. Ma ce la metteremo tutta e contiamo di offrire al pubblico valdarnese e a quello dei numerosi turisti un programma di qualità e un servizio di cultura".

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LINK FESTIVAL
sezione ORIENTOCCIDENTE 2012
un consuntivo artistico



L'ottava edizione di Orientoccidente, come sezione del Link Festival, ha confermato il suo profilo internazionale, l'originalità delle proposte musicali e delle produzioni originali, il successo di pubblico e la capacità di fare rete. Le contaminazioni culturali e quindi anche musicali sono l'anima di Orientoccidente e il suo programma 2012 ne ha confermato l'impostazione culturale: l'idea è stata sempre quella di conoscere le nostre radici, le nostre tradizioni, per poi conoscere meglio le radici altrui e imparare quindi a rispettarle. E mescolarsi, se è possibile, in un gioco di memoria e contemporaneità.
Le scelte ovviamente si sono evolute e la ricerca di un filo conduttore (che ha sempre caratterizzato il cartellone di Orientoccidente) porta anche a viaggiare nell'universo globale della musica con libertà.
E' stata una bella edizione. Fatta con molti sacrifici, soprattutto per il budget, ma siamo riusciti a metter su, anche quest'anno, una serie di eventi di grande rilievo nazionale e internazionale.
E siamo stati ripagati da una numerosa presenza di pubblico e da molti consensi. La caratteristica più interessante dell'edizione 2012 è che intorno a Orientoccidente siamo riusciti a catalizzare molte energie che vivono nel Valdanro e in Provincia di Arezzo. Abbiamo fatto rete, come si suol dire.
Orientoccidente è una sezione del Link Festival che è un associazione dei quattro maggiori festival aretini (Pieve e Castelli, Kilowatt, Visioni e Orientoccidente con l'adesione quest'anno anche del Tiber Sinfonia Festival) e già questo dimostra la volontà di collaborare. Ma poi noi, per conto nostro, abbiamo creato un vero e proprio Network, mettendo in rete un cartellone di 36 eventi collegati e coinvolgendo, in due mesi, rassegne come Fahrenheit Festival di San Giovanni Valdarno, Antico Teatro Stabile del Meriggio sul Pratomagno, Festival Perlamora a Figline Valdarno, spazi all'interno della Notte Rosa di Arezzo, Stazione Estiva di Pergine Valdarno e Laterina, il Festival di Musica Antica di Marciano, il Festival Musicale Savinese di Monte San Savino, il progetto Piazza Mondo nella Nottebianca di Montevarchi, la collaborazione con le strutture gestite dalla Cooperativa Sociale Beta.
L'ottava edizione l'abbiamo voluta dedicare al Centenario della nascita di Woody Guthrie, grande poeta e folksinger americano che visse la grande crisi degli anni Trenta e fondò la moderna canzone di protesta. Quindi, partendo dal suo esempio, abbiamo cercato di parlare della "crisi dell'Occidente" e raccontare le canzoni e gli artisti che sono attenti all'oggi. Quindi il viaggio è cominciato con Alabastro Euforico e Tomviolence, la poetica surreale di Iosonouncane, Enrico Fink che ha parlato e cantato Bob Dylan, Raiz (Almamegretta) con Fausto Mesolella e Radicanto che hanno portato il punto di vista del Sud, i maestri dell'ottava rima e la Filarmonica di Loro Ciuffenna che hanno affrontato sapientemente il tema del festival, l'Irlanda di Whisky Trail, la Casa del Vento con le loro canzoni sociali e la grande presenza dell'artista americana Patti Smith. Per arrivare alle storie di migrazione di Peppe Voltarelli e al combat rock dei Gang, veri seguaci dell'insegnamento di Woody Guthrie.
Orientoccidente ha quindi confermato di essere un festival importante. Con un grande consenso da parte del pubblico, che numeroso riempie le nostre belle piazze. E' un festival che non costa molto, e non produce nessuna speculazione. E' un "servizio" che noi, con gli enti locali e gli sponsor, facciamo alla comunità. L'ingresso è (prevalentemente) gratuito. E ormai ha un profilo nazionale ed è conosciuto in tutt'Italia.
In questo senso è uno straordinario strumento di promozione turistica e una vetrina per il territorio e la Toscana. E' un evento che mette insieme tutti i comuni del Valdarno (oltre ad alcuni della Valdichiana), e questo di per se è già un miracolo. E' organizzato da due cooperative, Materiali Sonori e Officine della Cultura, che producono musica e teatro. Che lavorano tutto l'anno legate al luogo dove operano, ma con una visione e una presenza nazionale. Con il marchio di Orientoccidente, e grazie ad esso, abbiamo inventato progetti che poi girano l'Italia (e oltre) e quindi portano ovunque il sapore della nostra terra.

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